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Struttura

 

L'evoluzione del quadro normativo nazionale ed europeo provoca costantemente importanti cambiamenti. In questo contesto è necessario un adeguato approfondimento tecnico-scientifico da parte degli interssati.
Per garantire un programma formativo sempre aggiornato ed affidabile, abbiamo deciso di attivare un comitato tecnico scientifico formato da esperti (progettisti, professori universitari, rappresentanti Istituzionali). L'obiettivo del comitato è soprattutto quello di realizzare monografie, pubblicazioni tecniche e curare l'evoluzione del programma tecnico dei corsi consentendo inoltre a tutti i soci di ricevere un costante aggiornamento per la Sicurezza Antincendio.

dove sono emerse evidenze di un numero di infortuni e malattie proporzionalmente più elevato rispetto alle grandi imprese.

Le piccole e microimprese (PMI) rappresentano in Europa circa il 99% delle imprese ed impiegano il 50% del totale dei lavoratori.

Il progetto SESAME - Safe Small and Micro Enterprises - di OSHA ha fornito un’analisi documentata, estesa a tutta l'UE, delle attuali conoscenze circa la natura e l'esperienza in tema di salute e sicurezza nel lavoro nelle micro e piccole imprese.
La maggior parte dei lavoratori che operano nelle PMI hanno esperienza di modeste condizioni di lavoro, scarsa qualità del lavoro svolto e rischi per la salute e sicurezza non proporzionali alla loro remunerazione. Ci sono evidenze del verificarsi nelle piccole e micro imprese di un numero di infortuni e malattie proporzionalmente più elevato rispetto alle grandi imprese.

Le PMI non solo rappresentano una significativo fonte di impiego, ma contribuiscono anche al miglioramento delle performance delle grandi aziende, consentendogli di raggiungere maggiori efficienze economiche grazie al trasferimento dei costi e dei rischi alle PMI (lavori di basso profilo svolti da personale poco istruito o di scarsa capacità e un impiego vulnerabile e poco sicuro).
Esiste una relazione inversa tra le dimensioni aziendali e il verificarsi di infortuni gravi o mortali.
In queste ultime decadi gli Stati membri europei hanno cercato di promuovere la flessibilità delle imprese e di rimuovere quei requisiti legali che sono ritenuti non necessari. Queste nuove politiche rivolte alle piccole e micro imprese sono state pensate nel quadro più ampio di ridurre il ruolo regolatorio delle istituzioni e di incoraggiare la crescita dei mercati e di altre forme privatistiche che assumano alcune funzioni prima ricoperte dallo Stato.
Per una quota significativa di lavoratori che operano nelle PMI i rischi sono incrementati a causa di misure di protezione inadeguate sia per qualità sia per estensione degli scenari incidentali, in presenza di rischi significativi, specie in quelle aziende che perseguono la cosiddetta “low road”, ovvero la strada della mera sopravvivenza economica.
Il ruolo delle PMI nell'economia e nelle politiche economiche dell'UE è ampiamente riconosciuto, allo stesso tempo, però, le valutazioni di una più ampia gamma di variabili (come ad es. la loro quota di occupazione, il valore aggiunto e la redditività) rivelano un quadro più complesso in cui la loro importanza economica è meno evidente; tale contrasto va considerato valutando che le prestazioni delle organizzazioni più grandi sono spesso sostenute dalle PMI, che svolgono ruoli di appalto e subappalto. I costi e gli oneri di rischio delle imprese di maggiori dimensioni sono assunti dai fornitori, migliorando per questi l'efficienza di 'business‘, anche in termini di SSL. Le attività di molte PMI sussistono come strategie di sopravvivenza “low road”, operando ai margini dell'economia in mercati con basse barriere di ingresso, con basso profitto, in attività di subappalto per aziende più grandi, con poca autonomia decisionale.
Il riflesso sullo stato della SSL è immediato: a fronte di imprese ad alto profilo, con alte prestazioni, si estende il gruppo vasto di imprese con rischi e tassi infortunistici alti, in conseguenza delle lavorazioni svolte e, soprattutto, dello scarso livello di tutela attuato.
Nelle PMI, a parità di mansione, quote rilevanti di posti di lavoro sono di qualità più scarsa rispetto a quelli di organizzazioni più grandi e strutturate.
Le scarse disponibilità economiche, il difficile accesso al credito, le scarse competenze dei titolari-imprenditori limitano ulteriormente l’approccio gestionale alla SSL.
Per quanto riguarda la conformità legislativa l’impegno è generalmente limitato e le pratiche di conformità deboli da parte dei titolari-imprenditori. Si osserva che nelle PMI c’è una maggiore libertà a ignorare le regole di SSL perché le misure di tutela della SSL sono Sponsor http://www.silaq.com/ Partner http://www.coinar.it/ http://www.ebilter.it/ 3 spesso considerate vincoli sulla crescita. C’è una forte pressione politica per l'esenzione delle PMI o per una modifica dell'applicazione di queste misure. Le politiche di deregulation, infatti, sono volte a rimuovere i regolamenti ed esonerare le imprese al di sotto di una certa dimensione dalla loro copertura o modificando la loro applicazione a tali imprese.

Conclusioni
Le preoccupazioni per le disposizioni in materia di SSL per PMI sono fondate. Per i lavoratori di una parte sostanziale di queste imprese, il rischio di lesioni gravi (e decessi) è significativamente maggiore rispetto a coloro che lavorano in imprese più grandi. La ragione principale è dovuta a strategie economiche di sopravvivenza, assenza di risorse economiche e di conoscenze per la SSL. Gli approcci normativi attuali di SSL sono basati su imprese più grandi e non possono essere il mezzo più appropriato o efficace per ottenere miglioramenti nelle PMI.

Fabiano Rinaldi
Presidente Silaq Company

Fonte: FTS - Foglio Tecnico di Aggiornamento Sicurezza

 

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