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di Mario Abate
Dirigente Vicario - Comando VVF Milano

Tutte le normative tecniche in materia di sicurezza hanno sempre attribuito un’importanza fondamentale agli aspetti gestionali dei sistemi e degli impianti aventi rilevanza ai fini della protezione antincendio.
La gestione degli impianti, e i conseguenti interventi di manutenzione e tenuta in efficienza degli stessi, ha però rappresentato, soprattutto nel passato, un aspetto marginale rispetto alla progettazione e alla realizzazione delle attività civili e industriali.
Tale atteggiamento, poco attento riguardo alla necessaria perfetta funzionalità “in ogni tempo” degli impianti ha spesso comportato conseguenze in termini di perdite di beni e, purtroppo, anche di vite umane.
In realtà l’obbligo di effettuare controlli periodici agli impianti e ai presidi antincendio era già perfettamente vigente dal 1955, come previsto dall’articolo 34 del DPR n. 547 riportante “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro” che vale la pena di ricordare: “Nelle aziende o lavorazioni in cui esistono pericoli specifici di incendio: … devono essere predisposti mezzi di estinzione idonei in rapporto alle particolari condizioni in cui possono essere usati, in essi compresi gli apparecchi estintori portatili di primo intervento. Detti mezzi devono essere mantenuti in efficienza e controllati almeno una volta ogni sei mesi da personale esperto; …”.
Pertanto già dal 1955 il legislatore impone un controllo periodico semestrale agli impianti di protezione attiva e agli estintori installati nei luoghi di lavoro.
Tali concetti sono stati ripresi dal D. Lgs. 626 del 1994 e più recentemente anche dal D. Lgs. 81 del 09.04.2008 che all’all. IV, punto 4.1, ribadisce letteralmente il medesimo testo dell’art. 34 del citato DPR 547/1955.
Inoltre, lo stesso D. Lgs. 81/2008 conferma all’art. 64 che: “Il datore di lavoro provvede affinché: … i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare manutenzione tecnica e vengano eliminati, quanto più rapidamente possibile, i difetti rilevati che possano pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori”. 
Anche il DM 10.03.1998 inerente “Criteri di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro”, al momento vigente ma in fase di revisione, ha stabilito ormai venti anni fa l’obbligo per il datore di lavoro di assicurare gli interventi di manutenzione e i controlli sugli impianti e sulle attrezzature di protezione antincendio nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, nonché delle norme di buona tecnica emanate dagli organismi di normalizzazione nazionali o europei (art. 4 DM 10.03.1998).
In assenza di dette norme, il datore di lavoro è tenuto a effettuare gli interventi di manutenzione in conformità e secondo le istruzioni fornite dal fabbricante delle attrezzature e secondo le indicazioni dell’installatore.
L'attività di controllo e manutenzione deve intervenire su qualsiasi fattore che possa pregiudicare il corretto funzionamento e l’uso dei presidi antincendio.
Pertanto tutti i sistemi, presidi e impianti previsti devono essere oggetto di accurata sorveglianza, di controlli periodici e di regolare mantenimento in efficienza.
La corretta manutenzione si compone di sorveglianza, controllo periodico, manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria, come di seguito specificato.
Il datore di lavoro dovrà pianificare l’esecuzione controlli periodici finalizzati ad accertare la normale funzionalità delle misure di sicurezza antincendio.
L'attività di controllo periodico e la manutenzione devono sempre essere eseguite da personale competente e qualificato, perfettamente a conoscenza delle norme di manutenzione vigenti.
I lavoratori, d’altronde, sono tenuti a segnalare ogni anomalia e/o situazione di potenziale pericolo rilevata o comunque conosciuta.

Sorveglianza
Consiste dell’insieme di controlli, prevalentemente visivi, atti a verificare che sistemi, presidi e impianti antincendio siano normalmente operativi, fruibili e non presentino anomalie; la sorveglianza può essere posta in essere dal personale presente nell’attività opportunamente informato in merito agli adempimenti previsti.

Controllo periodico
E’ costituito dall’insieme delle operazioni necessarie per verificare la completa e corretta funzionalità delle attrezzature e degli impianti; è caratterizzato da frequenza almeno semestrale.

Manutenzione ordinaria
La manutenzione in generale consiste nelle operazioni necessarie per mantenere in efficienza e in buono stato sistemi, presidi e impianti antincendio. La manutenzione ordinaria è posta in essere con strumenti ed attrezzi di uso corrente e consiste in riparazioni di lieve entità con l’eventuale impiego di materiali di consumo corrente o nell’ordinaria sostituzione di parti di ordinario ricambio.

Manutenzione straordinaria
E’ un intervento più complesso della manutenzione ordinaria e che richiede mezzi di particolare importanza oppure attrezzature o strumentazioni specifiche; può consistere della sostituzione d’intere parti d’impianto o della completa revisione o sostituzione di apparecchi per quali non sia possibile o conveniente la riparazione.

Un esempio pratico: la manutenzione di una rete idranti UNI45
Ai soli fini esplicativi si riporta di seguito un esempio pratico di programmazione degli interventi di manutenzione e tenuta in efficienza di un impianto idrico antincendio interno a idranti UNI45, come specificato dalla norma tecnica di riferimento, la UNI 10779:2014.
La norma UNI 10779 costituisce come noto la norma per l’installazione e l’esercizio degli impianti idrici antincendio permanentemente in pressione, destinati all’alimentazione d’idranti e naspi.
Il punto 10 “Esercizio e verifica dell’impianto” precisa che il responsabile del sistema, e quindi il titolare dell’attività (o il suo delegato), deve provvedere al mantenimento dell’efficienza dell’impianto prevista dal progetto, anche nel caso in cui sia stato affidato a terzi un servizio di manutenzione periodica. Il manutentore dovrà informare il responsabile sulla condizione dell’impianto con comunicazioni scritte, affinché lo stesso responsabile del sistema possa adottare o comunque autorizzare i provvedimenti necessari.
In base alla norma UNI 10779 le fasi del controllo dell’impianto idranti comprendono la sorveglianza dell’impianto, la manutenzione periodica, la verifica periodica dell’impianto.
La sorveglianza come da norma UNI 10779 consiste nella verifica anche visiva delle apparecchiature quanto ad integrità, completezza dell’equipaggiamento e possibilità di accesso agli idranti, nei periodi compresi fra due manutenzioni periodiche.
La manutenzione degli idranti a muro UNI 45 deve essere effettuata almeno due volte all’anno da parte di personale competente e qualificato, anche in conformità alle istruzioni contenute nel manuale d’uso e manutenzione predisposto dal fornitore dell’impianto (il manuale d’uso e manutenzione è prescritto anche dall’allegato al DM 20.12.2012, punto 2.3).
Tutte le tubazioni flessibili e semirigide devono essere verificate annualmente sottoponendole alla pressione di rete per verificarne l’integrità. Le tubazioni non perfettamente integre devono essere sostituite o almeno collaudate alla pressione di 1,2 MPa. In ogni caso ogni cinque anni deve essere eseguita la prova idraulica delle tubazioni flessibili e semirigide come previsto dalla UNI EN 671-3.
La manutenzione dell’attacco autopompa, dispositivo sempre necessario per un impianto idranti in base alla norma UNI 10779, dovrà prevedere, con cadenza semestrale, almeno la verifica della manovrabilità delle valvole, con completa chiusura e apertura delle stesse e l’accertamento della tenuta della valvola di ritegno. Al termine delle operazioni si dovrà ovviamente verificare che la valvola principale d’intercettazione sia in posizione aperta.
La verifica periodica dell’impianto deve essere affidata dal responsabile dell’attività (o da suo delegato) ad un tecnico avente le necessarie competenze, e consiste in un controllo atto ad accertare la funzionalità e la conformità dell’impianto alla norma UNI 10779. La verifica periodica deve comunque essere espletata ogni qualvolta modifiche all’attività, all’impianto o eventi straordinari la rendano necessaria.
Il responsabile dell’attività (o il suo delegato) dovranno aggiornare un apposito registro, riportando i lavori svolti sull’impianto, le prove eseguite, i guasti e, se possibile, le relative cause, nonché l’esito delle verifiche periodiche effettuate sull’impianto.