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circa la conversione del decreto legge 55/2018 che accoglie nuove misure urgenti che tutelano le popolazioni delle zone colpite dal sisma il 24 agosto 2016. Dopo il terremoto, il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze (MEF) del 1° settembre 2016 ha disposto lo stop dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari e contributivi. Introducendo però alcune agevolazioni per il pagamento dei tributi sospesi. L’intervento normativo su tale tematica ha trovato esplicazione anzitutto nel decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229 e, successivamente, nel decreto-legge 29 maggio 2018, n. 55 recante ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria.

Durante la conversione del decreto-legge in questione la Rete ha proposto alcune modifiche ed integrazioni che sono indispensabili per fronteggiare le problematiche riscontrate sul campo. 

In primis i professionisti tecnici hanno proposto la proroga per i danni lievi. Successivamente la RPT ha proposto la definizione di una regolamentazione omogenea dei procedimenti di riallineamento delle lievi difformità edilizie, per velocizzare l’attività di ricostruzione o di riparazione degli edifici privati. Si richiede un trattamento omogeneo anche per gli interventi in edifici con difformità relative a periodi antecedenti gli eventi sismici e per gli interventi strutturali per la ricostruzione nelle zone dichiarate sismiche. Si è considerato, inoltre, la questione degli interventi nelle aree agricole e delle aree naturali protette del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.